L'acrobazia, per eccellenza di risultati raggiunti, perizia e audacia di piloti, specifica attitudine di macchine costruite
a tal fine, si puo' dire che abbia avuto la sua capitale in Italia.
Ricordiamo che il volo acrobatico collettivo e' il risultato di un addestramento metodico che costituisce anche la strada
pratica e piu' efficace per diventare un buon pilota militare, e' manifestazione di disciplina ferrea animata da uno slancio
piu' generoso, controllato dalla grande perizia.
Una specialita' che ha fatto onore all'aviazione italiana ed ha sfruttato negli anni riconoscimenti internazionali.
E' quindi doveroso dedicare questa nostra modesta sintesi a quanti al volo acrobatico hanno dedicato i migliori anni della
vita, a quelli che ci hanno lasciato e a coloro che ancora oggi sanno suscitare tanta ammirazione.
 
 
Giorgio Apostolo
 
 

   
 
Il primo settembre 1928 prendeva il comando del X Stormo Caccia basato a Campoformido il Ten. Col. Rino Corso Fougier,
padre del volo acrobatico collettivo militare in Italia.
Durante il secondo conflitto mondiale Fougier diventera' Comandante del Corpo Aeronautico Italiano sulla Manica e nel 1941
Capo di stato Maggiore della Regia Aeronautica.
Nel 1928 Minstro dell'Aeronautica era Italo Balbo e l'arma era tutta orientata in uno sforzo riorganizzativo di crescita e
di prestigio.
 
  Per la specialita' del bombardamento terrestre e marittimo ci saranno le crociere in formazione e per la
caccia si fara' propaganda con il volo acrobatico.
Dopotutto l'acrobazia era alla base dell'addestramento di un buon cacciatore ed il volo acrobatico in
pattuglia era necessario per consentire un perfetto controllo delle formazioni da parte del Comandante
mantenendone la coesione.
Nel 1929 e' l'anno della prima uscita in pubblico della Pattuglia Acrobatica del I Stormo, dotato del
Fiat Cr1.
 
Ten. Col. Fougier
Il 12 luglio di quell'anno si organizzo' a Ciampino una manifestazione aerea  
con un programma che comprendeva loopings, tonneaux e imperiali.
I piloti riportarono un'ottima impressione del nuovo caccia Fiat Cr20, preso
in prestito dal 7 Gruppo autonomo, l'unico che avesse tale velivolo in
dotazione.  
Al I Stormo si intensificarono gli allenamenti al volo acrobatico collettivo,
approfittando anche dell'assegnazione del nuovo velivolo Fiat Cr20.
Si venne cosi formando la cosiddetta "Scuola di Campoformido".
Seguirono mesi di intensi allenamenti ed alla 1 giornata dell'Ala organizzata
l'8 giugno 1930 sull'aeroporto di Roma Littorio, si ebbe l'esplosione della
acrobazia collettiva con quella spettacolarita' e continuita' di figure che le
daranno una meritatissima fama e la indicheranno come il centro di ogni
Fiat Cr20 in volo su Ciampino 1929
manifestazione aerea ben riuscita.  
Il 1931 fu un anno di stasi per il volo acrobatico collettivo, sia perche' il I Stormo stava subendo un'emorragia di piloti
e specialisti destinati al neo costituito 4 Stormo, sia perche' i piloti di Fougier dovevano fare il passaggio dal Fiat Cr20
al Fiat Cr20 Asso.
Superato l'anno di stasi segui' un anno di manifestazioni e di novita'.
Nell'intento di creare una scuola di volo acrobatico individuale e collettivo per l'addestramento dei piloti da caccia,
che prescindesse totalmente dai singoli reparti operativi, il Gen. Valle, capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica,
formo' il "Nucleo di Alta Acrobazia", basato a Milano, aeroporto di Bresso.
Il velivolo scelto era il Breda 19, una macchina specializzata per il volo acrobatico, attrezzata anche per il volo rovescio.
A capo della scuola fu messo l'Ing. Ambrogio Colombo, capo collaudatore della Breda (industria costruttrice del velivolo),
richiamato allo scopo in servizio con il grado di capitano.
Il gruppo di alta acrobazia debutto' alla manifestazione aerea internazionale di Tunisi. Il trasferimento avvenne in volo
ed il 13 marzo 1932 sull'aeroporto di El Aouina si esibirono per la prima volta i Breda 19.
 
Seguirono anche per quell'anno numerose manifestazioni aeree durante le quali la
pattuglia acrobatica del I Stormo presento' la cosiddetta figura del "volo folle" che
diventera' poi il cavallo di battaglia delle pattuglie acrobatiche anteguerra.
Il nucleo "Alta Acrobazia" si sciolse verso la meta' del 1932 poiche' non era riuscito a
sostituirsi alla pattuglia acrobatica di stormo.
Il 1933 fu l'anno indimenticabile della    
"Crociera del Decennale" e dei record di
volo rovescio, ma fu un'altro anno di stasi
per il volo collettivo in se.
Pattuglia Acrobatica 1 Stormo su Cr20
Il 1 maggio 1933 il comando del 4 Stormo
 
era passato al Duca d'Aosta e subito erano
emerse le ambizioni di "elite" dello stormo.
Fu intensificato l'addestramento acrobatico ed il Ten Tessore ebbe l'incarico di
formare una "Pattuglia di Alta Acrobazia" nell'ambito della 73 squadriglia.
Allo scopo la squadriglia ricevette 9 Breda 19 bis.
Il resto dell'anno fu dedivato all'affinamento delle figure acrobatiche.
Il biplano Breda 19
Il 1934 fu l'anno del debutto della pattuglia del 4 stormo. In quell'anno la Fiat consegno', per l'occasione di un meeting
a Bruxelles, i nuovi Fiat Cr30 che si esibirono poi nei mesi a seguire in varie localita' d'Europa.
La guerra per la conquista dell'Etiopia e le sanzioni economiche imposte dalla Societa' delle Nazioni determinarono nel
1935 la sospensione di ogni manifestazione aerea. I reparti erano impegnati in guerra o nell'addestramento al combatti-
I reparti erano impegnati in guerra o nell'addestramento al combattimento in previsione del loro impiego.
Al 4 Stormo vi fu il passaggio dal Fiat Cr20 Asso al Fiat Cr32. Alla fine dell'anno tutto lo Stormo era equipaggiato con il
nuovo caccia ed il 29 novembre, eccezionalmente, si esibi in formazione durante una visita del Gen. Pricolo, allora
comandante della III Zona Aerea Territoriale.
 
  L'anno d'oro per l'acrobazia aerea anteguerra fu il 1937, durante il quale furono
organizzati in Europa numerosi meetings a cui parteciparono tutte le pattuglie delle
aeronautiche militari di punta.
Si sfruttarono con successo le capacita' acrobatiche dei piloti militari italiani per far
opera di penetrazione politica e commerciale in Sud America.
Il 4 aprile la pattuglia acrobatica del 4 Stormo esordi' con 5 Fiat Cr32 a Roma in
occasione dell'anniversario della fondazione dell'Aeronautica.
Nonostante l'avvicendarsi di minacciose nubi di guerra (era l'anno della crisi di Monaco)
continuo' il successo del volo acrobatico italiano.
Il giorno 8 maggio 1938, sul poligono di Furbara, alla presenza di Hitler, del Re e del
Capo del Governo, dei Capi di Stato Maggiore italiano e tedesco e delle piu' alte
Componenti Pattuglia Folle 1 Stormo Caccia
autorita' delle due nazioni, si esibi' una pattuglia acrobatica di ben 28 Fiat Cr32.
 
Si trattava di un pattuglione composto da una formazione del 4 Stormo, da una formazione del 1 Stormo, da una formazione
del 3 Stormo e da una formazione del 6 Stormo. L'esibizione fu preceduta da due mesi di allenamenti non privi di incidenti.
Durante la manifestazione il pattuglione esegui' le figure della croce uncinata e del fascio littorio, oltre a varie figure tra cui
un looping eseguito simultaneamente dalle quattro squadriglie in linea ed un tonneau eseguito contemporaneamente da 7
velivoli a pochi metri da terra, ed infine un looping di 21 velivoli seguiti da altri 7.
Ultimo anno di pace fu il 1939 durante il quale ci fu il debutto della pattuglia "Gamba di ferro", chiara allusione alla protesi
del suo comandante cap. Botto.
La guerra era ormai vicina e la visita in Germania della pattuglia "Gamba di ferro" fu l'ultima uscita dai confini nazionali di
una rappresentativa acrobatica della Regia Aeronautica.
Il 6 luglio a Gorizia vi fu l'ultima grande manifestazione aerea nazionale in occasione del passaggio delle consegne al
comando della Divisione Aquila.
Volarono le pattuglie del 1 Stormo, del 6 Stormo e del 4 Stormo. Si esibi per ultimo l'intero 4 Stormo, prima con le temerarie
squadriglie della 73a.
In chiusura tutto lo Stormo sfilo' con le sue Squadriglie strette una dietro l'altra in formazione a cuneo.
Era la fine di un'epoca. Da quella data non vi furono piu', fino al dopoguerra, manifestazioni aeree ufficiali.
1940-1946 sono gli anni della seconda guerra mondiale. Se il volo acrobatico in formazione continuo' presso i reparti cio' fu
solo e strettamente in funzione dell'addestramento al combattimento.
Finirono le presentazioni in pubblico.
L'abilita' dei piloti e l'efficienza dei velivoli d'ora in poi saranno mostrate soltanto al nemico, nella speranza di raccogliere
delle vittorie e di non essere abbattuti.
1947-1951 La guerra era appena finita e l'aeronautica italiana si ritrovava con pochi aeroplani e tutti con molte ore di volo
ed in precario stato di efficienza.
Anche gli aerei consegnatici dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra erano usurati al limite delle loro possibilita'.
Gli Airacroba e gli Spitfire, che avevano operato con la Regia Aeronautica durante la guerra di liberazione, erano stati
consegnati gia' con parecchie ore di volo a loro carico e la lunga vita operativa di guerra, svolta in condizioni primitive,
aveva ulteriormente logorato le loro strutture.
Provenivano dai depositi creatisi con il disarmo delle prime unita' operative sovrabbondanti sia della Raf che dell'Aviazione
degli Stati Uniti. Alcuni di essi come i P-38 assegnati al 4 e poi al 3 Stormo, provenivano dai depositi di Capodichino.
 
Poiche' quindi erano le macchine in grado di sopportare le sollecitazioni del
volo acrobatico ed un'usura che si sarebbe andata ad aggiungere a quel
minimo di ore di volo operativo, necessario per mantenere l'addestramento
dei piloti.
Era quindi difficile che nell'Italia dei primi anni del secondo dopoguerra si
parlasse di acrobazia collettiva e di pattuglie acrobatiche ufficiali della
Aeronautica Militare.
Tuttavia nei piloti rimaneva la passione del volo e la tradizione di quelle
pattuglie che negli anni 30 avevano meravigliato il mondo.
Pattuglia di tre Spitfire del 51 Stormo - 1947
 
 
Fu cosi che gia' nel 1947, con la ripresa delle prime modeste manifestazioni aeronautiche a livello di aero club, ricomparvero
nei cieli italiani le prime pattuglie militari inviate da questo o da quel reparto per ricordare che l'Aeronautica e le doti
acrobatiche dei suoi piloti erano ancora ben vive.
Il 7 settembre 1947 una pattuglia di 3 Spitfire del 51 Stormo prese parte ad una manifestazione promossa dall'Aero Club
di Padova.
L'entusiasmo fu subito smorzato, vuoi per le precarie condizioni dei velivoli, vuoi per il gravoso impegno che l'Aeronautica
Militare stava svolgendo per mantenere con i minimi mezzi a sua disposizione l'addestramento dei piloti e l'organico dei
reparti.
un periodo di auterita' dunque, rotto solo da qualche esibizione dei singoli piloti militari a qualche manifestazione di Aero
Club, piu' che altro iniziativa personale.
Finalmente nel 1950 si ebbero i primi segni di risveglio nell'Aeronautica Militare dell'interesse per il volo acrobatico e per
le manifestazioni aeree di propaganda.
Del resto proprio quell'anno l'A.M.I. ricevette i primi velivoli a getto, i DH 100 Vampire ed era quindi naturale che sia nei
reparti che presso i comandi tornasse l'entusiasmo e la voglia di dimostrare che i piloti italiani erano ancora in grado di
competere con i migliori del mondo.
Il tipo di propulsione e la gamma delle prestazioni rivoluzionavano la stessa mentalita' dei piloti.
Schneider e looping ora assumevano una scala dimensionale ben maggiore e l'effetto scenografico di una formazione in
volo, complice il sibilo e il fragore dei motori a getto, assumeva una suggestione tutta nuova.
Le traiettorie in volo di una pattuglia si facevano ora piu' tese e precise; con i Vampire, i piloti che lo avevano ricevuto
in dotazione per primi, iniziarono a riscoprire il gusto di una tradizione passata.
Si formarono cosi nei vari reparti da caccia numerose pattuglie con compiti addestrativi e dimostrativi in occasione delle
piu' importanti manifestazioni aeree in Italia e all'estero.
Molti ricorderanno nomi come i Cavallini Rampanti, il Guizzo, le Tigri Bianche, il Cavallino Rampante, i Diavoli Rossi,
i Lancieri Neri, i Getti Tonanti ed infine le Frecce Tricolori.
 
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Testi e fotografie
Pattuglie Tricolori - Giorgio Apostolo Editore
  Album di pattuglia - Pietro Mazzardi (Delta Editrice)